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Paragrafo 8 . Il Giappone dall'amministrazione militare all'espansione

economica.

     
Il  Giappone, con 2.300.000 morti tra militari e civili, un quarto del
patrimonio  edilizio distrutto, una forte riduzione  della  produzione
agricola e industriale, usciva stremato dalla seconda guerra mondiale.
Alle  pesantissime condizioni economiche si aggiungeva  la  soggezione
politica;   il  paese  venne  infatti  sottoposto  all'amministrazione
militare  sotto il generale Douglas MacArthur, comandante delle  forze
americane  in Estremo Oriente durante il conflitto. Questo  impose  la
smilitarizzazione  e  l'adozione, nel 1946, di  una  costituzione  sul
modello  di  quella  degli Stati Uniti e, per rimuovere  le  cause  di
tensione  derivanti  dall'estrema povert  della  popolazione  rurale,
promosse  una riforma agraria. Le trasformazioni comunque furono  tali
da  non intaccare troppo il potere dei conservatori, affinch restasse
loro la forza di ostacolare l'ascesa del partito socialista.
     La  vittoria dei comunisti in Cina e la guerra di Corea  spinsero
gli  Stati  Uniti a favorire la stabilit politica e il  potenziamento
economico  del Giappone, per farne un solido argine contro  l'avanzata
del  comunismo.  Il  Giappone  venne  esonerato  dal  pagamento  delle
riparazioni  di  guerra e, con la firma del trattato  di  pace  a  San
Francisco  nel  1951, recuper la piena sovranit;  contemporaneamente
sottoscrisse  un'alleanza  con gli Stati Uniti,  in  base  alla  quale
questi mantennero basi militari nel paese.
     A  partire  dagli anni Cinquanta il Giappone pot dunque  avviare
la  ricostruzione  economica  e, grazie anche  agli  aiuti  americani,
raggiunse in breve tempo i livelli di prima della guerra. La  crescita
produttiva prosegu praticamente ininterrotta fino agli anni Settanta,
con un ritmo medio annuo quasi doppio di quello dei paesi occidentali,
cosicch  il  Giappone divent la seconda potenza economica  dopo  gli
Stati Uniti.
     
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     Determinante  fu  il ruolo dello stato, che,  liberato  dal  peso
delle  spese militari in seguito alle limitazioni imposte dal trattato
di pace, invest ingenti risorse nello sviluppo dell'industria pesante
e  dei beni strumentali e nella realizzazione di infrastrutture. Pochi
grandi gruppi industriali e finanziari, sostenuti dall'amministrazione
pubblica,  realizzarono  una  straordinaria  crescita  nei  principali
settori   dell'economia,  ossia  il  siderurgico,  il  meccanico,   il
petrolchimico e l'elettronico. Attorno ai grandi complessi si form un
indotto  di  piccole imprese che rese il sistema economico elastico  e
capace di assorbire le fluttuazioni del mercato.
     L'aumento  della popolazione (83 milioni di abitanti nel  1950  e
103  milioni nel 1970) favor una larga disponibilit di manodopera  a
basso  costo  e  fece  crescere i consumi. La  produttivit  raggiunse
livelli elevati grazie a vari fattori: il tradizionale rispetto  della
disciplina  e  dei vincoli gerarchici, che riduceva la  conflittualit
sindacale;   l'accurata  formazione  culturale  e  professionale   dei
dirigenti  e  dei tecnici; l'adozione di una tecnologia avanzatissima,
spesso importata dall'estero.
     Le  industrie  giapponesi potevano inoltre contare  sull'ampiezza
del  mercato interno, protetto da elevati dazi doganali, e  di  quello
estero,  grazie  alla richiesta di materiale bellico  da  parte  degli
Stati  Uniti  impegnati  nelle guerre di Corea  e  del  Vietnam,  alla
competitivit  di prodotti realizzati a bassi costi di  produzione  ed
alla costante sottovalutazione dello yen.
     L'espansione  economica  venne  favorita  anche  dalla  stabilit
politica,  resa  possibile  dall'esistenza  di  un  sistema  di   tipo
bipartitico: al centro-destra il partito liberal-democratico,  rimasto
al   potere  per  molto  tempo,  sostenuto  dal  consenso  del   mondo
imprenditoriale  e  del ceto medio; a sinistra il partito  socialista,
con una base elettorale composta soprattutto da operai, dai lavoratori
delle imprese pi piccole e da intellettuali progressisti.
